sabato 14 aprile 2012

NOTEBOOK BCBF 2012. RACCONTARE GLI ALBERI

Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati

Raccontare gli alberi è stato il libro per eccellenza, quello di cui tutti hanno parlato, dell'ultima Fiera di Bologna. È un albo di 48 pagine di grandi dimensioni nato in casa Rizzoli per mano dell'editor Paola Parazzoli curatrice anche dei testi, insieme alla scrittrice Giusi Quarenghi, accolti dalle opere di Pia Valentinis e Mauro Evangelista e incorniciati dall'encomiabile progetto grafico di Mariagrazia Rocchetti.
Un progetto importante, dunque, tanto più significativo perché proposto da un grande gruppo editoriale che così affianca e rafforza l'impegno e l'indiscussa qualità perseguiti, da anni e con enormi sforzi, dai nostri piccoli editori e, con loro, autori, illustratori e grafici che, anche in occasione di quest'ultima Fiera, sono riusciti a dare vita a libri che, a mio parere, si sono rivelati tra i più belli e interessanti dell'intero panorama internazionale.


Li stanno piantati alti alberi sempre in rigoglio,
peri e melograni e meli dagli splendidi frutti,
e fichi dolci e ulivi rigogliosi. Mai, per tutto l'anno,
i loro frutti appassiscono né vengono a mancare,
sia inverno oppure estate, ma sempre il soffio di Zefiro
gli uni fa spuntare, gli altri fa maturare. 
Omero in P. Valentinis/M. Evangelista, Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati

Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati


Raccontare è un gesto che presuppone, da parte dei soggetti interessati, la messa in opera di tre capacità congiunte e distinte: parlare, ascoltare e, meno scontata, celata, ma altrettanto vera, la capacità di saper vedere (preludio di quella più preziosa che si strutturerà nell'immaginare). Quando poi sono in perfetta consonanza queste tre, ne evocano almeno una quarta di capacità, quella di sentire, e allora succede qualcosa di sempre più raro, il desiderio di scambiare esperienze e di conservare ciò che è stato narrato per poi poterlo rinarrare.

«Chi conosce la scienza sente che un pezzo di musica e un albero hanno qualcosa in comune, che l'uno e l'altro sono creati da leggi egualmente logiche e semplici», è un pensiero conosciuto questo di Mario Rigoni Stern che l'autore scelse per accompagnare il suo Arboreto selvatico (Einaudi, 2006), un pensiero che non poteva qui che riaffiorare alla mente.



Prendi con te il bambino che ha visto la luce
sotto le fronde di quel platano
e insegnali a studiare gli alberi.
Ghiorgos Seferis, in op.cit., 2012 © tutti i diritti riservati

Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati

Se non tanto la logica, la semplicità è certamente uno degli elementi fondamentali di una buona storia che voglia essere trasportata di bocca in bocca, di terra in terra, di tempo in tempo. L'albero nella sua perfetta semplicità, protagonista del paesaggio universale dell'uomo, elemento del sacro prima che del religioso, custode genetico della memoria, "facoltà epica per eccellenza" nelle parole di Walter Benjamin, ricordo del mito, è il testimone silenzioso dell'epos della condizione umana e, almeno dall'episodio del melo, un pretesto evocativo privilegiato del suo racconto.


Omero, Predrag Matvejevic, Federico Garcia Lorca, Gabriele D'Annunzio, Plinio Il Vecchio, Peter Handke, Eugenio Montale, Ada Negri, Ghiorgos Seferis, Edmond Jabés, Clemente Rebora, Boris Pasternak, Anna Achmatova, Abbas Kierostami, Saffo, Giacomo Leopardi, Giovanni Pascoli, Giosuè Carducci, Emily Dickinson, Antonia Pozzi, lo stesso Mario Rigoni Stern, Hermann Hesse, Alfonso Gatto, Marina Cvetaeva, Heinrich Heine e John Alec Baker sono le molte voci provenienti da tempi diversi e differenti confini, qui selezionate con estrema cura e mai scontata intelligenza, che hanno saputo ascoltare il racconto degli alberi e restituircelo in forma poetica.


Carmelo Bene recita L'infinito di Leopardi
© tutti i diritti riservati


Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati


Poesia, e semplicità e logica, nelle pagine di Raccontare gli alberi come del resto succede inconsapevolmente nei pensieri degli uomini, si intrecciano ai ricordi e agli aneddoti creando figure complesse di sguardi nuovi e lontani.


Hanami, che in giapponese significa contemplazione dei fiori, è la festa della fioritura dei ciliegi, sakura, che si tiene ogni anno in Giappone per celebrare l'arrivo della primavera. A partire dall'ottavo secolo alla corte imperiale si organizzavano feste per ammirare la fioritura dei ciliegi declamando versi. L'Agenzia Meterologica Giapponese mette a punto ogni anno il calendario delle fioriture del ciliegio in tutto il Paese. Il periodo di massima fioritura, mankai, varia a seconda della piaggia e del vento dalla fine di marzo all'inizio di maggio. Dai ciliegi, di cui il nome più comune è Prunus avium, le ciliegie: molte le varietà, più di cinquanta, per gradazione di rosso, sapore, tipo di polpa, periodo di maturazione. Op. cit., 2012 © tutti i diritti riservati


Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati


Il vento porterà con sé
i fiori del ciliegio
sino al biancore delle nubi.
Abbas Kiarostamiop. cit, 2012 © tutti i diritti riservati


Il pioppo cipressino nero o pioppo italico, Popolus nigra, è un albero longilineo e longevo, molto resistente all'inquinamento e alle basse temperature. Op. cit., 2012 © tutti i diritti riservati

Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati

Vibra nel vento con tutte le sue foglie
il pioppo severo
Clemente Rebora, op. cit., 2012, © tutti i diritti riservati

Ma Raccontare gli alberi è, prima di tutto e sopra ogni cosa, una passeggiata nei boschi dell'arte compiuta mirabilmente e congiuntamente da Pia Valentinis e Mauro Evangelista che in alcun modo, e se non con il loro stile, hanno siglato il fare delle loro opere nelle pagine del libro. Quello che ne esce è un sorta di ricordo sentimentale condiviso, inframmezzato anche dai pensieri di Giusi Quarenghi e da pagine di sketchbook custodi di impressioni e segni particolari di alberi colti da mano d'artista e, al contempo, anche uno straordinario tributo al mondo dell'arte, all'idea di sublime nel paesaggio dell'arte romantica tedesca di Caspar David Friedrich, all'ottocento francese della Scuola di Barbizon che raccolse i talenti di Jean-Baptiste Camille Corot, Jean-François Millet, Théodore Rousseau e  Charles-François Daubigny, al nostro Massimo D'Azeglio, al fregio de L'albero della vita di Gustav Klimt e a L'Albero rosso di Piet Mondrian fino a sfiorare la fotografia onirica di Michael Kenna (qui un video sul suo lavoro), tra gli altri.


Tutto questo fa di Raccontare gli alberi un libro di difficile collocazione, per caratteristiche, genere  ed età, che miracolosamente riesce a schivare ogni possibile classificazione. Quando ciò succede a un'opera, e non succede spesso, vuol dire che questa è riuscita a guadagnarsi un certo vantaggio, una sicura distanza che gli ha permesso di volare a una ragguardevole altezza, quella che richiede, per prima e unica cosa, una comunità di ascoltatori pronti ad accoglierla a custodirla e a raccontarla nel tempo.
Un bel libro per tutti, insomma.

Pia Valentinis/Mauro Evangelista,
Raccontare gli alberi, Rizzoli, Milano, 2012
© tutti i diritti riservati



I materiali tratti da Raccontare gli alberi sono stati pubblicati per gentile concessione della casa editrice © Rizzoli e rispettivi autori.

2 commenti:

  1. Mi piace molto ed è molto interessante questo tuo spazio! Grazie a "Figure dei libri" ti ho trovata e ora ti seguo! :-)

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    1. Benvenuta Cristina su Gavroche e, soprattutto, grazie.
      I lettori di "Le figure dei libri" di Anna sono attenti e preparati ed è per me un piacere potermi confrontare con loro, con te, con chi vorrà leggere e partecipare anche alle pagine di questo blog.
      A presto,
      Elisabetta

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