giovedì 21 marzo 2013

BCBF 2013. OLTRE LA FIERA... UN "INVENTARIO" CHE PARTE DALLA CITTà DI BOLOGNA



INVENTARIO

Fra le parole e le immagini di Emme Edizioni 1966-1985


Un progetto itinerante di promozione alla lettura nella scuola,
in occasione dei 50 anni della Fiera del Libro di Bologna

26 marzo - 13 aprile Salaborsa Piazza del Nettuno, 3 / Bologna
Inaugurazione:
martedì 26 marzo 2013 / ore 19.00 


Da un’idea di:
 Francesca e Cristina Archinto

Prodotto e organizzato da
:
 Tribù dei lettori, 
Festa della lettura con i ragazzi

In collaborazione con:
 Hamelin Associazione Culturale

«La mia precedente esperienza di studio negli Stati Uniti  mi aveva fatto conoscere alcuni grandi autori di libri per bambini. Mi rendevo conto dell'enorme divario che esisteva con l'Italia. Nel 1959 in America Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni aveva avuto grande riconoscimento, un successo pari a quello che in questi anni ha avuto Harry Potter. 
Io volevo pubblicare questi libri, di autori nuovi, come Lionni, Enzo e Iela Mari, Emanuele Luzzati; sceglievo di fare libri di alto livello con un criterio duplice: la qualità dell'illustrazione e l'importanza del contenuto educativo. Segni nuovi, di grafici, pittori, grandi artisti e storie stravaganti. Nella mia testa avevo la convinzione che la lettura per l'infanzia dovesse essere una letteratura di seria A, curata con la stessa attenzione e con lo stesso amore necessari nell'editoria in genere. Questa era una rottura assolutamente consapevole con quello che accadeva intorno, in quegli anni in Italia. Possiamo dire che oltre a Mondadori con Walt Disney, e altri che pubblicavano libri non certo straordinari, non c'erano proposte di ricerca nei libri per bambini. Si era piuttosto lontani da quest'idea. 
Poi, invece, dopo anni, sono venute le collane "Tantibambini" di Einaudi, la EL, la Fatatrac, quando si era già negli anni Settanta. Possiamo dire che in un certo modo sono state coda dell'esperienza Emme». 
Rosellina Archinto, "Il mestiere dell'editore: conversazione con Rosellina Archinto" di Marcella Terrusi in Alla lettera Emme: Rosellina Archinto editore, Giannino Stoppani Edizioni, Bologna, 2005
Nel corso dell'ultimo anno, è capitato più volte, parlando con persone che a vario titolo frequentano abitualmente la Fiera per Ragazzi di Bologna, di confrontarsi su quali iniziative avrebbero potuto dare il senso pieno della storia della nostra editoria migliore, di questa storia "lunga cinquant'anni" che la Fiera festeggia, per tirare quella famosa corda tesa tra il prima e il dopo, ieri e domani, un punto di osservazione privilegiato da cui poter veder di nuovo lontano sapendo da dove si arriva.
Quando ho saputo di questa mostra, che solo apparentemente lo è o almeno è una parte di un progetto molto più ampio che si svilupperà nel corso di tutto dell'anno, di questo Inventario. Fra le parole e le immagini della Emme Edizioni 1966-1985, ho pensato che fosse la cosa perfetta per permettere di fare il punto sul significato profondo dell'essere editore, in particolare ma non solo per bambini, condizione che oggi, come in quella metà degli anni Sessanta abitata da Rosellina Archinto, si trova di nuovo di fronte a un fondamentale punto di svolta.

Rosellina Archinto è stata maestra consapevole pur non volendo esserlo. Di lei, come persona, sappiamo l'essenziale, mentre il suo lavoro è ancora oggi, per noi e per molti, motivo di imprescindibile confronto e di continuo studio. 
Una cosa la sappiamo bene, al di là dell'indiscutibile talento personale che ha eretto la Emme a faro dell'editoria: la sua casa editrice è stata uno primi esempi di editoria di progetto.
Il breve racconto di che cosa è stata la Emme Edizioni, di come fu dirompente, e inspiegabilmente poco capita al tempo, anche osteggiata e invidiata (cosa che follemente succede tuttora a editori che si ispirano al suo lavoro oggi molto ammirato), lo lascio alle parole dei curatori della mostra che vi riporto più sotto in forma integrale.
Quello che mi interessa in modo particolare è la chiarezza di visione, seppur declinata in diversi modi e sostenuta da un'elevata dose di coraggio e da un impegno ferreo, che offre l'opportunità di analizzare il catalogo di questa casa editrice, un esempio unico di rara lucidità, consapevolezza e lungimiranza.
Qui trovo, in particolare, il valore che ha motivato gli organizzatori a dare vita al progetto dell'Inventario perché, purtroppo per diverse vicissitudini, il catalogo è stato in parte disperso tra vari editori e in gran parte non più pubblicato.

Ed è proprio il catalogo che io ritengo essere il ponte ideale tra l'esperienza fondata da Rosellina Archinto, l'oggi e il domani della letteratura per l'infanzia.
Se è vero che buona parte dei sui titoli ancora pubblicati sono tuttora degli indiscussi bestseller, è altrettanto vero che ce ne sono molti altri che non sono più pubblicati e che, a un editore attento che dell'eredità del pensiero di Rosellina ha fatto mestiere, non possono sfuggire per bellezza, freschezza e capacità di attirare ancora oggi un vasto pubblico di lettori.

Un patrimonio dunque che deve essere salvato, mostrato, fatto di nuovo conoscere, che deve tornare tra le mani dei bambini, pronti come allora a riceverlo, e che in Inventario è stato selezionato dai curatori della mostra in un numero di 100 titoli che si potranno prima ammirare all'interno dell'esposizione e poi cercare nelle librerie, negli scaffali delle biblioteche, nei fondi di ricerca, e, come provetti speleologi, nei depositi di biblioteche inconsapevoli, armadi scolastici, vecchie soffitte, per farli rivivere e appartenere a un nuovo patrimonio comune che possa essere condiviso sull'intero territorio nazionale.

Nel corso degli anni posso dire di aver salvato un numero consistente di libri Emme, resistendo alla tentazione di farli miei (gratuitamente o per una manciata di spiccioli). Li ho rianimati insieme a insegnanti, bibliotecari, lettori e genitori, ma soprattutto grazie ai bambini e ai ragazzi che con il loro entusiasmo mi hanno aiutato a concretizzare quelle che sulle prime potevano sembrare nostalgiche fantasie.

Non credo di essere l'unica persona ad averlo fatto. Non credo di essere l'unica a volerlo fare, a credere che quel catalogo debba essere preso di nuovo in mano e rivalutato da quell'editoria che ha saputo così bene fare di quel progetto di Rosellina anche il proprio, e di cui lei oggi, come mai prima sarà, oltremodo orgogliosa di aver tenuto a battesimo.

Non perdetevi dunque l'occasione di questa sorprendente scoperta che Gavroche, grazie alla collaborazione  della Tribù dei lettori e di Gianluca Giannelli, continuerà a seguire nelle tappe di questo importante anno.


DALLE PAROLE DEI CURATORI
La Emme edizioni, fondata da Rosellina Archinto nel 1966 racconta un esperimento editoriale all’avanguardia rispetto alla storia editoriale italiana per l’ampiezza del catalogo, la qualità di titoli, la modernità, la spregiudicatezza di alcune scelte stilistiche. La casa editrice nasce a Milano, città in cui si sperimenta un nuovo modo di pensare il design nel giocattolo, è una città in cui transitano artisti, intellettuali, grafici, architetti. Questo è il contesto in cui Rosellina Archinto, decide di avventurarsi in un ‘impresa‘, quella di inventare un libro per bambini che non esiste ancora sul mercato italiano.
 Un momento di rottura costruttiva che considera la letteratura per l’infanzia, una letteratura alta, in cui la qualità del libro, la scelta del testo e dell’immagine assume un ruolo importantissimo: il libro pensato come progetto.

Così, in uno scritto del 1976, si manifestava la poetica della casa editrice Emme di Rosellina Archinto: 
“I nostri libri per bambini si basano prevalentemente sull’immagine poiché il pensiero dei bambini è prevalentemente ‘visivo’; in essi l’aspetto grafico, l’originalità del segno,
 il colore, la fantasia, l’alternarsi di reale e magico si propongono di corrispondere ai bisogni più profondi del mondo infantile. Abbiamo cercato di fare in modo che i nostri libri si ponessero in sintonia con questo mondo e abbiamo profuso nel nostro impegno la stessa cura e la stessa attenzione tradizionalmente riservate solo ai migliori libri per adulti. La nostra intenzione è dunque rivolta a far sì che il libro possa inserirsi senza sforzo, con naturalezza nel vissuto del bambino, non come ‘oggetto di erudizione’ ma come stimolo di esperienza e conoscenza”. 



Leo Lionni, Piccolo blu e piccolo giallo,
Emme Edizioni, Milano, 1969

Emme significa tuttora: Lele Luzzati, Maurice Sendak, Leo Lionni, Iela Mari, Bruno Munari,
 Tomi Ungerer, Maria Enrica Agostinelli, Aoi Kono Huber, Yutaka Sugita, Heinz Edelmann, Michael Foreman, Nicole Claveloux, Mitsumasa Anno, Bob Gill, Eric Carle, Beatrix Potter e Sonia Delaunay.

Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi,
Emme Edizioni, Milano, 1981

Beatrix Potter, Le favole di Ludovico Coniglio,
Emme Edizioni, Milano

Ma anche scrittori e artisti che, pur lavorando per il mondo adulto, si sono messi alla prova nel progettare libri per l’infanzia. Scommessa vinta, considerati gli albi illustrati che sono stati realizzati da scrittori quali Ernest Hemingway, Eugene Ionesco, Oscar Wilde, Boris Pasternak, Leonardo Sciascia,  Antonio Porta, Virginia Woolf, Alberto Moravia, Nico Orengo e artisti come Luigi Veronesi, Emilio Tadini, Giosetta Fioroni, Altan, Salvatore Gregorietti e altri, pubblicati tra il 1966 e il 1985. 

Erik Satie/Luigi Veronesi,
La marcia dello scalone,
Emme Edizioni, Milano

Questa esperienza che resta unica e irripetibile si è chiusa nel 1985; da quel momento molti libri Emme hanno avuto una circolazione attraverso altri editori, disperdendo però un patrimonio capitale per i piccoli lettori e per la letteratura per l’infanzia.

Alfredo De Santis, Alfazoo,
Emme Edizioni, Milano, s.d.


Per questo in occasione dei 50 anni della Fiera del libro per ragazzi di Bologna con il sostegno ed il patrocinio del MiBAC—Dipartimento per le Biblioteche, gli Istituti culturali ed il diritto d’Autore, del Centro per il libro e la Lettura e la Biblioteca Nazionale Centrale, si è pensato ad un progetto itinerante di promozione alla lettura dedicato alla riscoperta di questa avventura. I libri della Emme Edizioni, faranno il loro ingresso per intero portando con sé l’immaginario creativo del suo editore, dalla quale sono inscindibili. Dallo scavo attento dell’archivio personale di Rosellina Archinto riemergono libri persi o dimenticati nella congestionata produzione contemporanea e che meriterebbero ancora oggi la giusta visibilità sugli scaffali delle librerie. Uno spazio vivo in cui raccogliere, sfogliare — anche in formato digitale —, i 100 libri simbolo della casa editrice, per far apparire baleni di quella magia, che costituirà l’ossatura di un’originale rilettura del lavoro di un editore, ‘indispensabile senza sapere di esserlo’. 

Tomi Ungerer, Tre feroci banditi, Emme Edizioni, Milano 

Per definire meglio i margini di questo percorso, l’inventario, sarà accompagnato da un lavoro di scavo curato da Hamelin Associazione Culturale, utile per chi desidera avvicinarsi, ma anche per chi frequenta abitualmente, il mondo dei libri per bambini e ragazzi. Le schede didattiche nascono dall’esigenza di dare strumenti d’informazione e di analisi su tutti i libri inseriti nella selezione, offrendo suggerimenti, immagini e piste di lettura, per gli insegnanti e gli operatori che vorranno approfondire il lavoro in classe e per orientarsi nel repertorio impressionante degli autori, grafici ed illustratori che nel tempo hanno frequentato ed arricchito il catalogo della Emme Edizioni. 
Il progetto partirà da Bologna e toccherà le città di Genova, Roma e Milano per terminare poi in un tour che per un anno intero impegnerà La Tribù dei lettori nelle scuole, nelle librerie, nelle biblioteche — soprattutto quelle scolastiche —, nei musei e nei centri specializzati che ne faranno richiesta chiederemo in cambio la gestione dell’inventario e l’impegno a proporre un programma d’incontri, attività e letture per trasferire ai ragazzi tutta l’eredità e la tradizione dell’affabulazione narrativa nella speranza che possano rappresentare l’inizio di una ricerca tra le opere di questo felice ‘artigiano’ dell’editoria.

UN PENSIERO SU ROSELLINA ARCHINTO
Dei tanti meriti che si devono assegnare alla Emme Edizioni se solo un poco si riflette sulla 
sua storia vivacissima e così complessa, uno, soprattutto, può essere subito accolto, così, con un senso di gratitudine piena e profonda ma elargita con sorriso complice e leggero, come un grazie che abbia portata generazionale ma sia anche ammiccante e misterioso, un grazie che non dice tutto perché non tutto può essere detto, e certo anche un complice mistero resta
 e resterà a segnalare i contorni sfumati e bizzarri di questa avventura editoriale unica, di questa storia di libri destinata a star sola, entro uno scaffale dove non ci sono storie simili né ragguagli degni appena di essere accostati. Antonio Faeti
 Estratto da C’era una volta in Italia,
“Alla lettera emme: Rosellina Archinto editrice”
Michael Foreman, Guerra e Pasta,
Emme Edizioni, Milano, 1974

Rosellina ha visto nascere la libreria Milano Libri e io ho visto nascere la Emme Edizioni. Abbiamo da allora fatto sempre il “tifo” una per l’altra e ci è venuto naturale dato che eravamo amiche da molto prima di entrare nel mondo dei libri. La curiosità e l’entusiasmo , da sempre parte del suo carattere, hanno dato come risultato un catalogo di libri intelligenti e raffinati creati dai migliori grafici e dai miglior illustratori del mondo facendo così conoscere al
grande pubblico italiano Maurice Sendak, Leo Lionni, Iela Mari e molti altri. Questo ha fatto di Rosellina un’apripista eccezionale del miglioramento qualitativo di tutta l’editoria italiana per ragazzi e delle librerie che si sono specializzate o che comunque grazie a lei hanno aumentato e riqualificato lo spazio ad essi dedicato. Marzia Corraini

Bruno Munari, Da lontano era un'isola,
Emme Edizioni, Milano, 1971

Libri e biciclette 
Rosellina Archinto ha cominciato a pubblicare albi illustrati nel 1966, ma nei primi anni non era facile vedere i suoi libri in libreria. Si poteva trovarli alla Milano Libri, da Feltrinelli 
in via Manzoni e a Natale – ma solo a Natale – da Rizzoli in Galleria e in pochi altri posti. Questo a Milano. Figuriamoci nel resto d’Italia. E’ stato dalla fine del ’72 che i libri Emme 
si sono potuti vedere per la prima volta tutti insieme: alla Libreria dei Ragazzi in via Tommaso Grossi. Ben esposti, con le copertine di piatto.
Gran bel colpo d’occhio: Il palloncino rosso, Piccolo blu piccolo giallo, Era inverno, Tre feroci banditi, Sembra questo sembra quello, Nella nebbia di Milano di Bruno Munari e perfino Il cavallino di fuoco di Flavio Costantini e Andromeda SR1. Ognuno ha scoperto – in segreto ed emozionandosi – nomi che non si erano mai sentiti prima: Iela Mari, Leo Lionni, Aoi Huber,
 Tomi Ungerer, Maria Enrica Agostinelli, Heinz Edelmann. “Carneade! Chi era costui?” Oggi a chi frequenta il variopinto mondo della letteratura illustrata questi autori sono diventati familiari e continuano ad essere ripubblicati da importanti sigle editoriali in qualità di maestri.
La Emme era troppo all’avanguardia e i suoi lettori ha dovuto conquistarli uno a uno. Andando in libreria, capitava di veder arrivare una bella ed elegante signora in bicicletta, seguita da due, tre, quattro e anche più ragazzini – anche loro in bici – che poi si perdevano fra gli scaffali. Negli anni ’70 contavi su una mano quelli che andavano in bicicletta.
 Come passa il tempo e come cambiano le cose! Loredana Farina
Bruno Munari, Nella nebbia di Milano,
Emme Edizioni, Milano, 1968

La Emme edizioni di Rosellina è stata, insieme al lavoro dei Danese, il mio punto di riferimento quando appena laureata guardavo curiosissima al mondo dei libri, oltre
a quello (che già frequentavo) dell’arte. Era proprio la commistione tra arte-illustrazione-grafica tipica di questa casa editrice a interessarmi; era quella la strada. Ormai da diversi anni, alcuni dei “libri di Rosellina” sono nel nostro catalogo perché tuttora attualissimi, o meglio, per loro natura così speciali da essere fuori dal tempo. E spesso incredibilmente, come ai tempi della Emme, vengono ancora vissuti come troppo particolari esperimentali...
Grande merito quindi a Rosellina per aver proposto con tanto anticipo questa qualità.
 Per averlo fatto con la sfrontatezza e la vivacità che ancora la contraddistinguono. 
Per la libertà con cui interpreta il ruolo dell’editore. Per i complimenti e gli incoraggiamenti che a noi, ma non solo, ha sempre con sincerità e affetto fatto arrivare in occasione di ogni progetto speciale, testimonianza della sua attenzione e tensione continua verso la ricerca anche (o soprattutto) quando non è proprio vicina alle esigenze del mercato editoriale. 
Una buona occasione questa per parlare di e riconoscere coloro dai quali abbiamo imparato... certamente dai quali io ho imparato: Rosellina è senz’altro tra questi. Anna Maria Gandini
Eric Carle, La coccinella sempre arrabbiata,
Emme Edizioni, Milano, 1977


Era il 2005 quando realizzammo, a Bologna, "Alla lettera emme: Rosellina Archinto". Una mostra, un viaggio dentro vent’anni di storia della migliore editoria italiana. Rosellina ci mise
 a disposizione documenti, fotografie, libri. Fu generosa nei racconti, ci fece entrare nel 
suo universo di donna, madre, editrice.Ci raccontò del mestiere difficile dell’editore, ma anche della gioia di fronte alla scoperta 
di un nuovo autore, di un nuovo illustratore. Mentre raccontava alle spalle un foglio 
appeso: “L’ordine è il piacere dell’intelligenza, il disordine la delizia dell’immaginazione. Anatole France”. A lei avevamo guardato quando decidemmo di aprire la libreria, nel lontano 1983, da lei eravamo andate per avere un infusione di coraggio in una calda giornata d’estate. I libri presenti nel suo catalogo erano un invito alla scoperta, allo stupore, alla meraviglia. Un inno all’intelligenza; libri che attestavano l’amore per il bello, adesione ad un ideale estetico, che era etico e pedagogico. Libri che sono diventati compagni di vita, ricercati quando scomparsero dagli scaffali, accolti con gioia quando rinacquero presso altri editori. Libri che sono stati e sono indispensabili per il lavoro di libraia per ragazzi, libri che sono una base di ricerca per i miei studenti che, all’ISIA di Urbino, si muovono tra illustrazione e grafica. Silvana Sola



Iela Mari, Il palloncino rosso,
Emme Edizioni, Milano, 1967

Rosellina Archinto ha insegnato a tutti a fare i libri, non solo nel nostro Paese, ma probabilmente in tutto il mondo. Le sue idee, la sua intelligenza, la sua esperienza hanno attraversato gli anni e si sono trasfuse, come un’eredità ricchissima, in una nuova generazione di editori, che ha preso molto sul serio il mestiere di fare i libri per i bambini, al punto di volere, prima di tutto, divertirsi un mondo nel farli. Perché non c’è altro modo di fare le cose davvero seriamente, e questa è la prima cosa che ha insegnato Rosellina Archinto, che peraltro si è sempre ben guardata dal voler far la lezione a qualcuno. È sempre stata troppo impegnata, troppo seria e troppo spirtitosa, per pensarci. Giovanna Zoboli

IL PENSIERO DI ROSELLINA ARCHINTO


Rosellina Archinto: una vita da editore
Rai Edu LETTERATURA 22/02/2012


Grazie Rosellina, di essere «ancora qui, fra i miei libri, come sempre»!


Nessun commento:

Posta un commento